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Ametista

  • Immagine del redattore: Claire
    Claire
  • 4 nov 2022
  • Tempo di lettura: 3 min

Storia dell'ametista


L’ametista è una gemma dalle origini antiche apprezzata e utilizzata nei gioielli per la sua bellezza, ma anche per i poteri che nel corso della storia le sono state attribuite. L’uso di questa varietà di quarzo per realizzare gioielli risale almeno al 3.000 a. C, quando già in Egitto e in Mesopotamia era protagonista di gioielli che simboleggiavano potere e regalità tra cui il sigillo di Cleopatra.

Ai tempi dei Greci e dei Romani l'ametista era anche usata per realizzare anelli in bronzo considerati antidoti contro il male.

Durante il Medio Evo, l'Ametista era più cara del diamante ed era sfoggiata dalla nobiltà da re e duchi come simbolo di potere assoluto poiché chi conosceva lo spirito poteva dominare anche la materia.

Poiché, oltre a essere simbolo di potere, si riteneva che l’ametista favorisse il celibato, questo quarzo divenne anche noto come pietra papale e usato negli anelli di cardinali e vescovi. L’ametista continua a riscuotere una discreta ammirazione anche ai giorni nostri ed è sfruttata sia in gioielleria sia in cristalloterapia, disciplina che attribuisce diverse proprietà a questa gemma.

Oggi l'ametista viene estratta in diversi Paesi, in particolare in Sud America e Africa e commercializzata in tutto il mondo.

Mitologia


Il nome "ametista" proviene dal greco antico amethystos e significa "colui che non si ubriaca" ed è legata all’origine mitologica di questa pietra.

L’associazione tra ametista e sobrietà deriva infatti da una leggenda che vede protagonista Bacco, Bacco, dio del vino e dei divertimenti e noto tra i greci come Dioniso.

Bacco era solito sfogare la propria ira, in preda all’ebrezza, sugli esseri umani. Un giorno toccò a una giovane discepola di Artemide, di nome Ametista e la fece aggredire da alcune tigri.

Mentre Dionisio sorseggiava una coppa di vino pronto a godersi lo spettacolo, Artemide, per proteggere la giovane, la trasformò in una statua di quarzo.

A questo punto Dionisio scaglio la coppa di vino rosso sulla statua trasformandola nel quarzo viola noto come ametista.

Da qui deriva il nome dell’ametista nonché l’usanza del padrone di casa, durante i banchetti tra gli antichi romani, di bere da calici di ametista per rimanere sobrio e riuscire a controllare i festeggiamenti con maggiore lucidità.



Per il fisico...


L’ametista viola, proprio a livello cromatico, è collegata al sesto chakra. Lavora quindi su tutta la sfera del sistema nervoso, non solo a livello psicologico appunto, ma anche per quanto riguarda patologie come mal di testa da affaticamento e emicranie.

Collegata all’elemento acqua e l’universo femminile in generale, questa pietra vulcanica aiuta a regolare i liquidi corporei, i gonfiori a attenuarsi e le ferite a rimarginarsi prima. Bere elisir di ametista regola il sistema digestivo. Se viene utilizzato per usi esterni, aiuta a prevenire le malattie della pelle.


Per la mente...


Tenere vicina l’ametista permette di affrontare i problemi sotto la giusta prospettiva. Guardare attraverso la lente di questo quarzo aiuta a vedere tutto in una dimensione nuova. I problemi insormontabili riprendono le giuste dimensioni e gli eventi non renderanno più schiava la persona, ma saranno alleati per raggiungere gli obbiettivi.

L’ametista è utile a livello pratico, perché aiuta a combattere l’insonnia e allontana i pensieri negativi. Può essere utile costruire uno scacciapensieri con le pietre di ametista burattate.

Nella cristalloterapia l’ametista viene posizionata sul terzo occhio con lo scopo di aiutare la persona a superare tutti gli schemi mentali divenuti obsoleti e dannosi per la crescita personale.



Per lo spirito...


In cristalloterapia l’ametista viene utilizzata proprio per le questioni dello spirito. Trova qui il maggior impiego. Come abbiamo visto è una pietra con sistema cristallino trigonale e per tanto, votata alla semplicità e l’immediatezza. Aiuta a raggiungere la chiarezza mentale, allontanando i bisogni superflui che ingannano il corpo.

Collegata appunto al sesto chakra, l’ametista promuove l’apertura del terzo occhio, di vedere oltre le apparenze e di comprendere meglio la natura dei sogni.

Una pietra che porterà la persona che la indossa verso l’onestà, allontanandola quanto più possibile dalle situazioni ambigue che creano solo ulteriori problemi.

 
 
 

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